ATEISMO E LIBERO PENSARE

L'errore di fondo dei credenti è presto detto: non può esistere alcun dio. Tutto, noi compresi, è frutto di casualità, di adattamento, di storia della Natura. Capisco l'interrogarsi sul "perché" asistiamo. Ma so che questa domanda non è altro che il risultato di uno scarso studio delle scienza e di una immorale superficialità del Pensiero. _____________ Io non sono solo laico, non sono agnostico, non sono neppure dubbioso. Io sono ATEO E RAZIONALE _____________

NEWSREEL

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venerdì 16 gennaio 2009

QUESTO BUS NON S'HA DA FARE !

Per un attimo sembrava che esporre una frase che mette in dubbio l'esistenza di un dio sui mezzi pubblici genovesi si potesse fare perfino in Vaticalia. Invece no: la concessionaria di pubblicità IGPDecaux ha comunicato di non poter accettare la pubblicità degli autobus UAAR "in base al combinato disposto dell’articolo 10 e 46 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria". In questo Codice, sostanzialmente, si dice che la pubblicità non deve offendere le convinzioni religiose della gente. Va bene. Però non capisco come la seguente frase "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno" possa offendere qualcuno; e poi non capisco neppure perché questa "speciale sensibilità" riservata ai credenti cattolici, mentre loro disprezzano costantemente e da sempre l'ateismo diffondendo dovunque immagini, statue, frasi, usi, costumi e festività di loro gelosa proprietà. Cos'è, un rispetto a senso unico? Tutti possono dire tutto il male possibile sull'ateismo senza che alcuno si indigni, mentre un ateo non può far sapere che non c'è alcun dio in cui credere che si indignano al tal punto da vietare e censurare? Che potenza nasce dall'arroganza! Che bella applicazione del messaggio evangelico! Vorrei tanto dire a quei burocrati papisti della IGPDecaux, e anche a quegli autisti che - minacciando di non voler guidare quei bus "atei" - hanno inventato per l'occasione un'obiezione di coscienza di categoria pacchiana e ignobile, che gli atei sono persone, sono cittadini, sono titolari di diritti esattamente come gli altri. Pur senza avere un dio che li protegga in questo inenarrabile modo...

venerdì 6 giugno 2008

LAICITA' CHE NON C'E'

Vorrei chiedere a primi ministri e a semplici parlamentari perché mai ancora si discute di Stato laico. Mi sembra un argomento superato, perfino noioso, dal momento che in Italia la laicità non c'è e a Roma nessuno la vuole. Il dibattito politico e culturale si avvolge sempre più su se stesso, e da anni ormai ci si è allontanati dai concreti problemi che pone lo Stato teocratico che stanno edificando: dall'aborto alla bioetica, dalle coppie di fatto alla cremazione, dall'8x1000 al cattolicesimo a scuola, dai crocifissi dappertutto al ruolo politico del Vaticano. Nessuno di questi temi è più toccato nei fatti, quando va di lusso diventano titoli di libri; mentre ognuno si esercita nella impossibile alchimia di "difendere la laicità" continuando ad essere papista. Il colore del governo non implica più la minima variazione di "distanza" da piazza san Pietro: se oggi il Vaticano è incoraggiato dal governo di centrodestra a esprimere "ricchezza", ieri quello di centrosinistra invitava commosso il papa a sedere fra i suoi scranni. E ieri a Ruini, oggi a Bagnasco, un pulpito più risonante di quello di una chiesa non si nega, anzi ossequiosamente si amplia. Non ci sono più i comunisti mangiapreti di una volta, ma neppure c'è più la Chiesa modigerata che perseguiva il talento di affacciarsi solo mezz'ora a settimana a rimbrottare gli italiani, senza spaziare quotidianamente e alla grande su tutti i temi civili e politici che le pare. Vorrei quindi evitare al politico di turno l'imbarazzo di frenare la voglia di gridare in pubblico la propria ardente passione per il clero. Che ognuno dei nostri serafici rappresentanti possa finalmente dichiarare formalmente morta la laicità, anche quella finta e untuosa che ci dispensano. Abbiano soltanto la cortesia civile di evitarci ignobili, ipocriti e kafkiani riferimenti a ciò che non c'è. Grazie.
(lettera inviata a la Repubblica, 6/6/08)

venerdì 29 febbraio 2008

LIBERADONNE

Le donne contro chi le considera solo un oggetto. Se vuoi, sostieni la loro lettera di "protesta" inviata ai politici di sinistra che non fanno niente per difenderle dagli attacchi del Vaticano. Infòrmati e se, sei d'accordo, firma a questo link:
http://www.firmiamo.it/liberadonna

lunedì 28 gennaio 2008

Darwin day a Lecce

Il 13 febbraio 2008 interverrò al Darwin Day di Lecce con una relazione dal titolo "SCUOLA CON LA C DI CHIESA".
L'appuntamento è nella SALA FERRARI della sede centrale dell'Ateneo, ore 17:00. Gli oratori accreditati sono:
prof. Ferdinando Boero, Lecce
prof. Calogero Martorana, Napoli
prof. Luciano Scarpina, Gallipoli (moderatore)
prof. Gigi Perrone, Lecce
prof. Francesco Primiceri, Casarano
Rappresentante dell'UDU, Lecce

martedì 15 gennaio 2008

b 16 rinuncia

B16 non ci va più a inaugurare l'anno accademico alla Sapienza di Roma. Devo festeggiare? Devo inorgoglire il mio quid laico? Devo spernacchiare B16 in cuor mio? Devo sperare che questa sia una svolta che mette la prua verso la laicità più seria che mai mano di politico italiano ha toccato?
Beh, potrei fare una o più cose tra queste, certo. Sennonché, non mi conviene. E non per prudenza, ma per pragmatismo: mi sa mi sa che B16, detto il papa o "il santo padre" (non è certo né mio padre né santo, ma tanto per ricordare le immaginazioni di cui viviamo), probabilmente ha scelto di non andare a inforcarsi in un ambiente che s'è "permesso" di obiettare sulla sua visita. 67 (in crescita) miscredenti docenti universitari si sono espressi nettamente contro la sua visita; attirando le simpatie di alcuni ragazzacci e studenti di sinistra, e quelle dei soliti corpuscoli atei, anticlericali e laicisti (Uaar e Facciamobreccia, tanto per gradire). Un ambientino che, per quanto blindato dalle forze dell'ordine e dalle attenzioni un po' vezzose del Rettore (in questo caso poco Magnifico), non si confà affatto al rappresentante di Dio in Terra!
Ciò detto, il simpatico B16 avrà pensato - del tutto laicamente - che non stava bene arrivare lì e trovare una trincea di pernacchi e di buuu pronti a "salutarlo", invece che dei soliti salamelecchi che grondano liquami servili da tutti i pori. Preferisce, il "santo", organizzare un fax, un proclama, un editto, forse una bolla, non so bene, che a posteriori (e soprattutto al riparo di sberleffi sonori) organizzi giallo su bianco tutta la propria santa acredine contro gli eretici che gli hanno rotto una tradizione e chissà cos'altro.
In tutti i casi, noialtri non papisti e non clericali siamo soddisfatti lo stesso, pur senza gongolare prosaicamente. E non certo perché si è censurato un papa, come improvvidamente s'è lamentato il presunto laico Fò Dario (La Repubblica del 15/12/2008), ma perché noi abbiamo ben chiara la distinzione fra Stato e Chiesa, e una Università, fino a prova contraria, è cosa da Stato. Viceversa, per mera garanzia di reciprocità, auspicheremmo gli atei, i vetero comunisti, gli anarchici e gli anticlericali più sfegatati in prima fila alla inaugurazione di ogni chiesa, basilica o cappella che mente credente possa concepire.

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MENO CROCI, PIU' REPUBBLICA LAICA

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ATTENZIONE

Ciao. Se sei ateo, saresti più a tuo agio in questo blog. Altrimenti puoi solo fare 2 cose: scandalizzarti oppure riflettere. Buon proseguimento.
Ps: Io sono un esponente dell'UAAR. Visitaci.
Ps: Sono ovviamente anche razionalista del Cicap. Visita pure quello.

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Atheos
Classe 1955, insegnante. Ateo razionalista. Intellettualmente onesto. Sagace. Eterosessuale.
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